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Secondo Piano

San Pietro di Gregorio LazzariniAl secondo piano è collocata l’esposizione dei dipinti. Nel 1954 Francesco Valcanover vi sistemò la parte più interessante della pinacoteca, riservando ai mobili il solo compito di far apparire le sale meno spoglie. Egli espose le opere “seguendo, per quanto possibile, un ordine cronologico”.
Nel salone centrale vennero collocate quelle attinenti al Quattrocento e Cinquecento feltrino, come il “Compianto di Cristo”, allora attribuito a Lorenzo Luzzo e le opere di Pietro de’ Marascalchi (Feltre ? 1522 – 1589)
“Ritratto di Zaccaria Dal Pozzo”, “Ritratto di musicista”, “Matrimonio mistico di Santa Caterina” e “Madonna con Bambino, S. Tiziano e S. Caterina”. Vi si possono ammirare inoltre “San Pietro” di Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 – Villabona 1730), “L’Assunta” di Paolo Dal Pozzo (Feltre 1573 – 1655), i “Profeti Isaia e Geremia” attribuiti a Pier Francesco Mola (Coldrerio 1612 – Roma 1666).
La sala detta di Giambattista Cima da Conegliano, oltre alla “Madonna con bambino, San Vittore e San Dionisio” (Pala di Zemen) dell’autore, in deposito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, conserva “La Madonna con Bambino tra San Giovanni Battista e S. Elisabetta” di Vittore Belliniano, il prediletto allievo di Giovanni Bellini attivo a Venezia nella prima metà del XV sec., e il “Ritratto di prelato” di Gentile Bellini (Venezia 1429 – 1507), “di una preziosità miniaturistica”. Interessante la piccola tavola raffigurante San Bernardino da Siena, di scuola fiamminga dell’inizio del XVI sec.. Nella sala trova posto anche il cosiddetto “manto di Carlo IV”, pregiata stoffa trecentesca in broccato e oro che la tradizione vuole donata dall’imperatore al Monastero dei Santi Vittore e Corona, da San Bernardino da Siena scuola fiamminga XVI secolocui proviene. Cospicua è la sezione seicentesca, in grado di fornire una panoramica piuttosto ampia, se rapportata alle dimensioni del museo, sulle correnti diffuse nel secolo in regione, e non solo. Si oscilla tra persistenze tardo manieristiche, dovute all’attività di Jacopo Negretti, detto “Palma il Giovane” (Venezia ca. 1548 – 1628), del quale si conserva la “Resurrezione di Lazzaro”, e interferenze dello stile neotizianesco del Padovanino.

Gli allievi di quest’ultimo: Pietro Muttoni detto della Vecchia (Vicenza 1603 – Venezia 1678), Girolamo Forabosco (Venezia 1605 – Padova 1679) e Pietro Liberi (Padova 1605 – Venezia 1687) si trovano tutti nella collezione Dei, rispettivamente con “San Guglielmo”, “L’innocenza” e “Amorino”, “Madonna con Bambino”, “Mercurio copre il volto della Giustizia” e “Betsabea al bagno”. Un tipico esempio dello stile dei “Bamboccianti” è fornito da tre scene di genere di Andries Both (Utrecht 1612 – Venezia 1642) raffiguranti interni di osteria e cortili, dove si muove un popolo di straccioni, suonatori, beoni e chiromanti. Un naturalismo gelido, obiettivo e distaccato contraddistingue i due ritratti di anziani (denominati Lachesi e Socrate) della scuola di Pietro Bellotti (Volciano 1623 – Limone 1718).
Realistiche, pur nel controllo dell’effetto grottesco e popolare, sono le due teste virili di genere attribuite ad Orazio Marinali (Bassano 1643 – ?).
Un capolavoro poco conosciuto del Museo civico di Feltre è la “Flagellazione” attribuita a Luigi Miradori detto “Il Genovesino” (notizie tra 1639 e 1654).
Completano la carrellata sul Santa Lucia di Niccolò RenieriXVII secolo opere di Francesco Maffei (Vicenza 1605 – Padova 1660, “La Madonna col Bambino tra Giuseppe e S. Giovanni Battista fanciullo”), Sebastiano Mazzoni (Firenze 1611 – Venezia 1678, “Contadino con rastrello” altresì nota come “Allegoria dell’estate” o “Allegoria della distinzione del bene e del male”), Nicolò Renieri (Maubeuge 1561 – Venezia 1667, “Santa Lucia” e “Maddalena penitente”), il “San Giovanni Evangelista” della cerchia di Carlo Dolci e la copia dell’ "Annunciazione” di Bernardo Strozzi di Budapest. In Museo si conservano alcune delle migliori opere del pittore locale settecentesco Girolamo Turro (Feltre 1689 – 1739): la “Madonna del Rosario”, proveniente dalla Cattedrale, “L’Adorazione dei Magi”, la “Santissima Trinità con la Vergine”, entrambe dal Convento feltrino di Santa Maria degli Angeli, “Madonna con Bambino e Santi”, “Adorazione dei Magi” e “Santa Lucia”. Tre ulteriori piccole tele del Turro sono recentemente pervenute al Museo civico per lascito testamentario, a completamento del nucleo. Infine i tre ritratti di Giacomo Dei, di Chiara Angarano Dei e di giovane dama, opera di Teodoro Matteini (Pistoia 1754 – Venezia 1831), testimoniano la giusta fama che l’artista godette in vita come uno dei più raffinati esecutori del genere.

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Allestimento: Piano Terra - Cortile - Primo Piano - Secondo Piano - Nei depositi

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