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Primo Piano

"Veduta di Feltre" di Domenico Falce
Tra le opere pittoriche sono esposti un delicato “Ritratto di gentildonna” di anonimo veneto del XVIII sec., una tela di Domenico Falce (Feltre 1619-1697) con la “Veduta di Feltre”, una “Madonna in gloria tra San Luigi Gonzaga e S. Ignazio”(XVIII sec.), un “San Domenico che brucia i libri profani” (XVIII sec.) e una “Dama sorretta da due damigelle” della cerchia di Pietro Longhi.
Particolarmente suggestiva la sala che riproduce una caratteristica cucina feltrina con utensili d’uso quotidiano e secchi di rame, alcuni del Seicento. I mobili sono di epoche diverse. Al centro della stanza è collocato un tavolo ovale con cornice a dentelli del XVII sec. corredato da sedie dei sec. XVI e XVII. Attira gli sguardi l’armadio in abete, settecentesco, di fattura artigianale dipinto con tralci di fiori, foglie e uccelli su fondo verde pastello. Interessanti anche le cassapanche: una del XV sec. in noce bombato presenta sulla parte frontale due stemmi circolari, molto consunti, di casa Lusa e un bordo dipinto con sangue di bue. Una seconda del XVIII sec. in abete è decorata a motivi floreali, geometrici e presenta la figura di un gentiluomo. Di valore storico il cassone in noce massiccio (sec. XV) che costituiva l’antica cassaforte del Duomo. Peltri e ceramiche decorano il caminetto.

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Al primo piano sono rievocati gli interni delle dimore patrizie feltrine come dovevano apparire nei secoli passati. Nel grande salone centrale il bel pavimento presenta lo stemma di Feltre fatto realizzare a tarsia marmorea da Alberto Alpago Novello. Vi si trovano una coppia di cassettoni del Seicento finemente intagliati, il “Baccanale” attribuito ad Antonio Marini, l’affresco staccato da palazzo Muffoni raffigurante la “Madonna con Bambino” di Lorenzo Luzzo, l’“Adorazione dei Magi” di Girolamo Denti (Ceneda 1510 ca. – ante 1572) e la “Presentazione al Tempio” di pittore veneto del XVII secolo. È dovuta a Valentino Pancera Besarel (1824-1902) la scultura lignea del putto con cigno, elemento del modello di fontana commissionata nel 1863 dal Comune di Feltre, del quale sono conservati in Museo la base riccamente intagliata, con motivi ornamentali vegetali e geometrici e lo stemma della città di Feltre, una sirena a tutto tondo, due pannelli con divinità fluviali e due con delfini. Un pannello effigiante il dio marino Nettuno è usato nella saletta “stile impero” come copri camino sormontato dal grande olio su tela di Pio "Madonna con Bambino" Lorenzo LuzzoSanquirico (Gudo Visconti (MI) 1847 – Milano 1900) “Panfilo Castaldi riceve le patenti per stampare con caratteri mobili da Galeazzo Sforza, dopo avergli spiegato la sua invenzione”. Sempre alla bottega del Besarel sono state attribuite otto piccole sculture a tutto tondo raffiguranti quattro continenti e le quattro stagioni, ma tale connessione non è affatto certa e pare più probabile una datazione alla fine del XVIII sec. Due sale sono dedicate al settecento: vi sono disposti mobili e sedie, per lo più di fabbricazione veneta, tra i quali spiccano due cassettoni, una preziosa consolle barocca, intarsiata e dorata, due bureaux in radica di noce, un trumeau, decorato nell’interno con lacca a damascatura e pietre dure e tre grandi e fastose specchiere della prima metà del secolo.

 

Allestimento: Piano Terra - Cortile - Primo Piano - Secondo Piano - Nei depositi

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