PRESENTAZIONE
Già dal 1999 i Musei feltrini hanno iniziato a rivolgersi al mondo
della scuola offrendo l’opportunità di un approccio ludico
all’istituto museale e di sperimentare modalità di apprendimento
diverse da quelle della normale lezione.
Il presupposto risiede nel fatto che - come ha osservato Giandomenico Romanelli
– “l’educazione è un processo permanente e che
i luoghi di stoccaggio della memoria – musei, archivi, biblioteche
– devono essere, sempre più, luoghi animati”, vivi e
propositivi. È quindi da sfatare l’idea che i musei siano “luoghi
polverosi e immobili”.
All’imprescindibile funzione di studio, catalogazione, conservazione
e trasmissione del patrimonio storico – artistico, svolta dai musei,
si affianca quella della comunicazione, nella duplice forma della divulgazione
e della didattica.
Quest’ultima, com’è noto, ha come scopo primario la costruzione
delle conoscenze riguardanti i beni culturali, studia e organizza processi
di apprendimento e tende alla costruzione del significato dei beni culturali.
