Per il ciclo Conversazioni in Museo Paolo Benassai parla di Sebastiano Mazzoni. L’artista e l’Allegoria del Museo civico di Feltre

MazzoniIl ciclo Conversazioni in Museo prosegue sabato 7 dicembre 2019 con la conferenza su Sebastiano Mazzoni. L’artista e l’Allegoria del Museo civico di Feltre, prevista per le 17.00 nella Galleria Rizzarda. Ne parlerà Paolo Benassai, storico dell’arte fiorentino della Fondazione Longhi che ha recentemente pubblicato per le Edizioni dei Soncino il volume Sebastiano Mazzoni. (1611-1678) Catalogo Ragionato.
Il volume di 400 pagine costituisce una edizione aggiornata e ampliata di una monografia che l’autore dedicò nel 1999 a Sebastiano Mazzoni (Firenze, 1611 – Venezia, 1678), artista attivo agli esordi a Firenze e poi soprattutto a Venezia, ove acquistò fama di ottimo e spiritoso pittore, di grande invenzione, secondo quanto riferisce nel 1738 il biografo Tomaso Temanza.
La nuova pubblicazione ha voluto rendere nuovamente disponibile un contributo alla conoscenza dei rapporti artistici tra la Toscana e Venezia nel Seicento e dello sviluppo della pittura veneziana a partire dalla metà di quel secolo. Il volume fa cenno all’impegno dell’artista in campo architettonico e ne prende in esame le opere poetiche laddove risultino particolarmente significative per l’approfondimento del suo pensiero e delle relazioni con gli altri artisti, ricostruendone inoltre la fortuna critica. Nell’esame del percorso del Mazzoni il saggio si sofferma agli esordi sui pittori fiorentini più importanti per la sua formazione e conferma l’ipotesi di un suo precoce viaggio a Venezia, ma anche quella di un soggiorno a Roma verso la metà degli anni Trenta.
Stabilitosi a Venezia negli anni Quaranta, Sebastiano vi conserva motivi della corrente ‘giocosa’ della pittura fiorentina e il ricordo della morbidezza del Furini o del tono melodrammatico di Cesare Dandini, ma consolida anche il suo rapporto con la gloriosa tradizione locale cinquecentesca e con lo Strozzi, oltre a stabilire legami con Pietro Ricchi e con Pietro Liberi. Le opere della piena maturità mostrano un patetismo più intenso e scene sempre più complesse, in cui spesso figurano sensuali personaggi femminili rispondenti ai gusti dei ‘libertini’, in sintonia con il Liberi e il Cagnacci. Nell’ultimo periodo prevale un approccio sempre più pessimistico alla realtà, che trova espressione nell’impiego drammatico del ‘grottesco’, nel moto centrifugo di ispirazione tintorettesca che tende a trascinare le figure fuori dalla scena, nella materia pittorica sempre più sgranata, ispirata a Tiziano tardo, nell’atmosfera spesso incombente.
L’esame dell’attività pittorica di questo artista fornirà l’occasione per approfondire un’opera piuttosto misteriosa conservata nel Museo civico L’allegoria della distinzione del bene e del male.
Posti limitati. Prenotazione obbligatoria tel. 0439/885242-234.