SURREALISMO NELLE COLLEZIONI DELLA GALLERIA RIZZARDA

In occasione della Fiera dell’Oggetto Ritrovato, domenica 11 giugno 2017, nella Galleria d’arte moderna «Carlo Rizzarda» viene proposta una mostra sul Surrealismo nelle collezioni del museo. Nella Sala Silvio Guarnieri vengono esposte una quindicina di opere di artisti – Bruna Aprea, Renato Balsamo, Graziella Marchi, Luigi Regianini e Gaetano Tranchino – che parlano linguaggi figurativi tra loro molto differenti anche se accomunali da una matrice apertamente o latamente surrealista.
Si tratta per lo più di dipinti appartenenti alla raccolta di Liana Bortolon, donata nel 2007 alla Città di Feltre dalla giornalista e critica di origine feltrina e conferiti alla Galleria in successive tranches. Proprio lei viene ritratta in tre diversi momenti della vita nel dipinto della pittrice napoletana Bruna Aprea (Napoli 1945) Nell’arca Liana, esposto qui per la prima volta. L’immaginifica pittrice partenopea nelle sue creazioni, che spaziano dai burattini ai mostri, dai saltimbanchi, ad angeli e demoni, fino ai maiali, dà concretezza a paure e miserie umane. La «demonologia laica» della Aprea torna nei bozzetti realizzati nel 2008 per la Galleria Romita, ora Angelini, ispirati alle leggende feltrine Fra Marco del Giglio, Frane di Sanzan e morte di Zampa e Il sasso di Santa Susanna anch’essi proposti nella rassegna.
Appartengono alla raccolta di Liana Bortolon le opere di Gaetano Tranchino, Renato Balsamo e Graziella Marchi. Il pittore siracusano crea immagini di un mondo “come potrebbe essere, come dovrebbe essere” e, ispirandosi alla sua antica isola di Ortigia, ritrae manifestazioni di una realtà parallela dominata dal possibile/assurdo quali oniriche architetture barocche che emergono da flutti tempestosi. Graziella Marchi, solita a ritrarre grandi, solitarie navi, scorci montani, interni spopolati, scenette d’infanzia apparentemente ingenue, nature morte e pacifici animali percorsi da un brivido inquietante» con il suo «realismo immaginario» fa diventare enorme il piccolo Temperamatite, connotandolo come una sorta di minaccioso ordigno Pop.
Gioca sull’ambiguità il pastello di Renato Balsamo (Napoli 1937-Sorrento 2016), L’isola , nel quale una misteriosa forma di pera-torre giganteggia su una superficie acquea. L’artista sorrentino, già direttore dell’Istituto d’arte e del Museo Rimoldi di Cortina, realizza con una tecnica formidabile opere talmente minuziose che un osservatore sprovveduto potrebbe scambiare per una forma di «realismo ad oltranza». La rassegna propone infine quattro opere di Luigi Regianini di recente acquisizione, donate nel 2016 da Angela De Villa e Ludovica Regianini, e per la prima volta esposte. Luigi Regianini, fondatore nel 1969 con Olmedo Mezzoli del Movimento figurativo STIGE, ritrae con scanzonata ironia il teatro tragicomico della vita. Legato al Cadore dalle radici materne, Regianini ha dedicato numerose opere alla montagna con la sua sacralità e le sue antiche presenze. Nella sezione a lui dedicata Un sogno di fine agosto e Il grande albero della vita ripercorrono questo filone paesaggistico; La terza età, con spietato sarcasmo evidenzia il declino fisico e psichico dell’anziano, aggrappato al tesoro dei ricordi dei tempi felici, mentre L’attesa del giudizio apre una breccia escatologica, evidenziando la vanità delle aspirazioni terrene.
La mostra è visitabile nel week-end dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 e dal martedì al giovedì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, il venerdì dalle 10.30 alle 12.30.
Per la Fiera dell’Oggetto Ritrovato è previsto l’ingresso ridotto nei Musei, salvo i casi di gratuità stabiliti dalle tariffe vigenti.
Per informazioni: Ufficio Musei (tel 0439/885242-234).