Conferenza di Daniela Perco “Il sacro nelle Dolomiti” in Galleria Rizzarda

Il sacro nelle Dolomiti sarà il tema affrontato nel prossimo appuntamento del ciclo Conversazioni in Museo. Sabato 9 maggio prossimo, alle 17.00, nella Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” Daniela Perco, antropologa e direttrice del Museo etnografico della Provincia di Belluno, parlerà della religiosità popolare legata al ciclo della vita e al rapporto con la terra nel nostro territorio montano, illustrando i contenuti della suggestiva mostra allestita a Serravella di Cesiomaggiore.
Prima che, a partire dal secondo dopoguerra, si verificasse la progressiva disgregazione dell’economia agro-silvo-pastorale, il tempo quotidiano e quello festivo in ambito rurale erano scanditi dal calendario religioso. I simboli cristiani segnavano in maniera pervasiva lo spazio domestico e comunitario: erano intagliati, incisi, disegnati sulle pareti dei fienili, sugli stampi da burro, sugli strumenti da lavoro, sui mobili, sulle travi di colmo delle case. Venivano ricamati dalle donne sulla biancheria e campeggiavano sulle porte delle stalle, sopra il letto, nell’angolo della stua. Molte di queste testimonianze iconografiche legate alla religiosità popolare si trovano negli oggetti che costituirono il primo nucleo del Museo civico di Feltre, a riprova di quanto fossero connaturate nella nostra cultura, non solo delle classi subalterne.
Attraverso le parole e i gesti si esprimeva una devozione profonda: orazioni, canti, proverbi, espressioni legate al lavoro e alla vita quotidiana e ai momenti importanti dell’esistenza. Una diffusa sacralizzazione del paesaggio si esprimeva attraverso croci, capitelli, affreschi, edicole, chiese, santuari e sentieri che, con cadenze definite, erano percorsi (e in parte lo sono ancora), da processioni, rogazioni e pellegrinaggi. Le donne andavano per chiedere a San Mamante, a Caleipo, di avere o conservare il latte. Schiere di fedeli superavano confini e montagne per implorare la Madonna di Pietralba o di Luggau, per chiedere ai santi pioggia o sole al fine di salvare i raccolti, per impetrare protezione ai martiri Vittore e Corona ad Anzù di Feltre.
Considerata la complessità di un fenomeno come quello religioso dalle mille implicazioni il  percorso della mostra e della conferenza è circoscritto alla religiosità legata alle tappe più importanti del ciclo della vita e a quella che scandiva le attività agricole e pastorali.
Gli oggetti, le immagini, le parole selezionati sono segni tangibili di esperienze reali. Ciò che conta non è la loro dimensione estetica, ma i significati che sono in grado di veicolare, le emozioni che riescono a trasmettere. La fotografia della madre che porta in braccio la sua bambina morta di difterite parla da sola della dignità e della compostezza nell’affrontare il dolore. L’abitino votivo di Sant’Antonio racconta una storia di fede e di sofferenza. I ricordi della comunione, della cresima e del matrimonio evocano felici e importanti momenti di transizione, ma anche il consolidarsi di una rete di solidarietà tramite i legami fortissimi che s’instauravano con i padrini e le madrine. Gettando lo sguardo su un passato appena trascorso è forse possibile suscitare una riflessione sull’esperienza religiosa e sul significato del sacro oggi nelle nostre comunità di montagna.
L’ingresso alla conferenza è libero fino alla concorrenza dei posti disponibili. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Musei (tel. 0439/885242, museo@comune.feltre.bl.it), www.comune.feltre.bl.it