La collezione ceramica del Museo civico: manifatture e tutela

Conferenza di Nadir Stringa e Antonio Cornacchione

Museo civico
Domenica 19 maggio
ore 10.30

Il terzo appuntamento delle conversazioni nel Museo civico di Feltre pone l’attenzione sul fondo ceramico conservato nella struttura di via Luzzo 23. Domenica 19 maggio, alle 10.30 il noto storico della ceramica Nadir Stringa e il restauratore Antonio Cornacchione tratteranno l’argomento “La collezione ceramica del Museo civico: manifatture e tutela”. Non tutti sanno che nei depositi del Museo si trovano oltre 160 pregevoli ceramici che coprono un arco temporale dal III secolo a.C. al XX secolo. Nel corso dell’incontro Nadir Stringa illustrerà i contenuti storico artistici della collezione ceramica civica, sottolineando gli aspetti d’interesse, mentre Antonio Cornacchione descriverà gli interventi di restauro, soffermandosi sui passaggi più complessi e problematici quali le ricomposizioni e le ricostruzioni.
L’iniziativa, curata dalla Direzione dei musei civici, è realizzata in collaborazione con l’Associazione Fenice arte, cultura, turismo onlus. L’ingresso è libero fino al raggiungimento dei 50 posti disponibili in sala.

L’oggetto più antico è costituito da un oinochoe, vaso simile a una brocca utilizzato per versare il vino e l’acqua, in ceramica a vernice nera di produzione etrusca del III secolo a. C. Vi sono anche piatti, catini, boccali e scodelle quattrocenteschi, di manifattura locale in terracotta ingobbiata, graffita, dipinta ed invetriata e una rara ampolla della seconda metà del XV secolo in maiolica decorata a recemi vegetali e foglie polilobate di manifattura fiorentina. Il fondo comprende una piccola racolta di albarelli e orcioli da farmacia in maiolica dei secoli XVI-XVII di manifattura veneziana, bassanese (Manardi), faentina, toscana e savonese. Suscita curiosità il vaso per sanguisughe in porcellana dura invetriata della fine XIX-inizio XX secolo della manifattura Doccia o San Cristoforo di Milano. Numerosissime sono le stoviglie, quali zuppiere, boccali, salsiere, vassoi, coppe e piatti, in maiolica del XVIII secolo della famosa manifattura novese Antonibon, con particolare rilievo alla gestione di Giovanni Battista Antonibon (1728-1738) e Pasquale Antonibon (1738-1774). Altri oggetti sono ascrivibili, tra l’altro, alle manifatture Casali e Callegari di Pesaro (fine XVIII-inizio XIX secolo), Meissen (Dresda, fine XVIII-inizio XIX sec.), Fontebasso di Treviso (XIX sec.), Altrohlau (Boemia), Wedgwood (Inghilterra), Galvani (Pordenone) tutte del XIX secolo. Non mancano figurine che rappresentano scene mitologiche, dame e gentiluomini. Da anni questo straordinario patrimonio non era più visibile anche a causa delle precarie condizioni conservative. Il fondo ceramico è stato recentemente sottoposto a un accurato intervento di restauro e manutenzione in diverse tranches finanziate dalla Regione Veneto e dalla Fondazione Cariverona. In occasione della “Fiera dell’oggetto ritrovato” del 12 maggio e della conferenza del 19 maggio una selezione degli oggetti significativi sarà esposta nelle sale del Museo civico.