Alessandra Cusinato presenta il volume “L’arte in Cadore al tempo di Tiziano”

Museo Civico di Feltre – venerdì  5 marzo 2010 – ore 17.30

altare-di-michael-parthIl ciclo di conferenze al Museo civico di Feltre voluto dall’Assessore alle Politiche della Cultura, arch. Ennio Trento, nel quadro di una generale politica di valorizzazione dei Musei civici, riprende con la presentazione del volume “L’arte in Cadore al tempo di Tiziano” di Alessandra Cusinato, edito dalla Fondazione Tiziano Vecellio di Pieve di Cadore (Alinari 24 Ore, Firenze 2008, pp. 190). Il libro,  segnalato nell’ambito del premio Caterina Bellati De Cia, sarà presentato dall’autrice al Museo civico di Feltre venerdì 5 marzo prossimo alle ore 17,30. Esso fornisce un panorama chiaro e documentato sulla situazione artistica nella terra natale del sommo pittore, tra la fine del ‘400 e la fine del ‘500, attraverso quattro esemplari nodi tematici corrispondenti ai quattro capitoli nei quali la pubblicazione, corredata dall’introduzione di Bernard Aikema, si articola. Nessuna trattazione enciclopedica, ma una lucida analisi a 360 gradi di alcuni punti chiave. Si parte dall’attività dei maestri costruttori Ruopel, che, originari della Stiria, lavorarono in Cadore e in Carnia, “collocando la regione cadorina tra i centri significativi della fase finale del tardogotico nella Alpi orientali”, per attestare gli scambi culturali tra le diverse realtà. Ulteriore esempio di tali scambi è testimoniato dalle opere  dello scultore Michael Parth che, dalla originaria Baviera si trasferì in Tirolo, Carnia e Cadore. Le sue creazioni rivelano connessioni con l’arte dei protagonisti della scultura tedesca delle città danubiane e di Ulm, con la tradizione scultorea delle botteghe di Bressanone e di Brunico, con le aperture rinascimentali dell’arte veneta e friulana. Una pluralità di fonti è rivelata dagli affreschi realizzati a San Nicolò di Comelico da Gianfrancesco da Tolmezzo che attinse modelli tratti da incisioni tedesche, in particolare da Schongauer, ed elementi ripresi da prototipi rinascimentali veneti e friulani. La Cusinato mostra come l’importanza del modello culturale ed artistico veneziano e veneto emerga per la prima volta in modo preponderante nelle opere di Antonio Rosso. La dedizione del Cadore a Venezia nel 1420 portò infine alla massiccia diffusione in questa terra dei modelli veneziani, potenziata dai legami commerciali. Un esempio di questa fase è dato dalle opere di Francesco e Cesare Vecellio. Il primo, nell’ambito della complessa questione rinascimentale dell’imitatio, abbracciò la teoria della pluralità di modelli; il secondo fu invece propenso al modello unico che altri non poteva essere se non Tiziano. Il lavoro della Cusinato è impreziosito dall’approccio pluridisciplinare in cui non solo la storia dell’arte, ma anche economia, lingua (il ladino cadorino), tecnica e religione concorrono alla definizione di un quadro nitido e dettagliato, rivelandosi esemplare per metodica.